Le Rencontres d’Arles tornano nel 2026 con la loro 57ª edizione
- Workshops Fotografici

- 19 giu
- Tempo di lettura: 5 min

Le Rencontres d’Arles tornano nel 2026 con la loro 57ª edizione, confermandosi uno degli appuntamenti più importanti al mondo per la fotografia contemporanea. Il festival si sviluppa in numerosi luoghi della città, tra siti storici, spazi industriali, cappelle, chiostri e sedi inattese, trasformando Arles in un percorso espositivo diffuso.
Il programma 2026 è costruito attorno al tema “Des mondes à relire”, una chiave di lettura che invita a riconsiderare immagini, storie e prospettive spesso marginalizzate o rilegate ai bordi del racconto dominante.
Dati principali
Periodo festival: 6 luglio – 4 ottobre 2026.
Settimana di apertura: 6 – 12 luglio 2026.
Luogo: Arles, Francia.
Edizione: 57ª edizione.
Tema: “Des mondes à relire”.
Formato: oltre 40 mostre in circa 26 sedi, con più di 160 artisti e numerosi curatori.
Le mostre già annunciate
Tra i primi progetti resi pubblici c’è la sezione “Revisits”, che riunisce quattro mostre dedicate a fotografi molto diversi tra loro ma accomunati da una forte capacità di ridefinire il linguaggio fotografico. Questa parte del programma include William Klein, Martine Barrat, Harry Gruyaert e Ming Smith, con esposizioni distribuite in sedi diverse della città.
In particolare, vengono già segnalate mostre come “This Way to Heaven” di William Klein alla Chapelle du Muséon Arlaten e “A Sense of Place” di Harry Gruyaert alla Chapelle Saint-Martin du Méjan.
Un festival diffuso
Come ogni anno, Arles non è solo un insieme di mostre, ma un vero ecosistema culturale. Il pubblico può attraversare la città alla scoperta di spazi patrimoniali e contemporanei, con un programma che comprende visite, conferenze, libri, incontri e momenti di scambio con artisti e curatori.
Il festival mantiene anche la sua dimensione più vivace e partecipata durante la settimana inaugurale, quando la città si riempie di inaugurazioni, presentazioni, letture portfolio e appuntamenti serali.
Programma essenziale
Mostre principali distribuite in tutta Arles.
Sezione “Revisits” con focus su William Klein, Martine Barrat, Harry Gruyaert e Ming Smith.
Attività pubbliche durante la settimana di apertura.
Incontri con fotografi, curatori ed editori.
Letture portfolio, presentazioni di libri e conferenze.
Perché seguirlo
Arles resta un punto di riferimento perché unisce ricerca, storia della fotografia e scoperta di nuovi sguardi. L’edizione 2026 sembra confermare questa linea, con un programma che intreccia grandi nomi, rilettura degli archivi e attenzione alle immagini che aiutano a ripensare il presente.
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Le sei sezioni tematiche
Il programma 2026 è organizzato in sei grandi capitoli che attraversano geografie, archivi, sperimentazioni e nuove voci.
1. Indépendances
Sezione dedicata a Africa postcoloniale, indipendenze e utopie politiche, con forte focus su Ghana e Costa d’Avorio.
Mostre e progetti citati:
“Ghana! Rêver l’indépendance” – sulla costruzione dell’identità del Ghana dopo l’indipendenza, con fotografie storiche e contemporanee.
“Photoromance” – Paul Kodjo – retrospettiva sul fotografo ivoriano e sui suoi fotofumetti, che hanno offerto una visione nuova della Côte d’Ivoire.
“Impala” – Sammy Baloji – intreccio tra storia familiare e storia del Congo/terra natale dell’autore.
Altri artisti africani e afro-discendenti che lavorano su indipendenze, memorie e narrazioni postcoloniali.
2. Traversées
Indaga mobilità, migrazioni, Mediterraneo e paesaggi in trasformazione.
Mostre principali:
“Nos rêves lointains” – lettura del fondo fotografico Fnac, curata anche tramite un testo di Nathacha Appanah (Premio Femina 2025).
“Méditerranée. Est-ce là que l’on habitait ?” – Anne-Lise Broyer – lavoro sulla rovina e sulla memoria, con immagini ritoccate a matita.
“Les Ruines circulaires” – Orianne Ciantar Olive – su Beyrouth e le sue stratificazioni.
“Goudron : Tanger–Le Cap” – Bruno Boudjelal – viaggio lungo il continente africano, dal nord al sud.
3. Vies sensibles
Sezione sul mondo vivente, tra animale, vegetale, corpo e natura.
Mostre principali:
“Modèle animal” – due secoli di fotografia animaliere in centinaia di stampe.
“La Nature d’Edward Steichen” – archivi e originali del grande fotografo e curatore.
“Flower Power” – sulla rappresentazione dei fiori nell’ottavo arte, in parte al Jardin d’Été di Arles.
Meghann Riepenhoff – lavori realizzati immergendo la carta fotografica nell’acqua di mare, in collaborazione diretta con l’ambiente.
“Le Corps vitré” – Lara Tabet & Yasmine Chemali (BMW ART MAKERS) – progetto sperimentale che usa la bactériographie per esplorare il rapporto tra natura, corpo e immagine.
4. Archives incertaines
Riflette su archivi, memoria, immagini anonime e narrazioni alternative.
Progetti citati:
“Nous ne sommes pas seuls” – su immagini extraterrestri e immaginari del “fuori dalla Terra”.
“Being There” – Lee Shulman & Omar Victor Diop – intervento su fotografie anni 50–60 in Nord America, inserendo presenze nere dove la storia le aveva escluse.
5. Relectures
Capitolo dedicato a riletture di autori e collezioni storiche.
Elementi chiave:
Quattro grandi retrospettive su:
William Klein
Martine Barrat
Harry Gruyaert
Ming Smith
“R comme regarder” – dedicata al libro fotografico per ragazzi.
“Vigilence” – sul magazine aziendale EDF che usava la fotografia per costruire una cultura della sicurezza.
6. Émergences
La sezione dedicata alle nuove generazioni e alle scene emergenti, spesso collegata al Prix Découverte Fondation Louis Roederer.
Artisti citati:
In lizza per il Prix Découverte:Jordan Beal, Souleymane Bachir Diaw, Amira Lamti, Mallory Lowe Mpoka, Magali Paulin, Phan Quang, Charlotte Yonga.
Altre voci emergenti: Camille-Renée Devid, Hu Weiyi, Aman Alam e altri.
Focus geografici e tematici 2026
L’edizione 2026 mette un forte accento su:
Africa occidentale e centrale – Ghana (progetto “Ghana! Rêver l’indépendance”, artista dell’affiche Carlos Idun-Tawiah), Côte d’Ivoire (Paul Kodjo), altre scene africane fino al Sudafrica.
Area mediterranea – con lavori su Mediterraneo, paesaggi costieri e città come Beyrouth.
Il vivente – animali, piante, ecosistemi e il loro rapporto con l’immagine.
Momenti chiave del calendario
Oltre alle mostre, il programma include una serie di appuntamenti ricorrenti e speciali:
Settimana di apertura (6–12 luglio 2026)Vernissage, visite con artisti e curatori, proiezioni serali, conferenze, presentazioni di libri, incontri professionali.
Nuit de l’AnnéeGrande serata di proiezioni e festa all’aperto, nel 2026 prevista l’11 luglio alle Papeteries Étienne, con immagini, musica e pubblico fino a tarda notte.
Settembre des RencontresNuovo “tempo forte” di fine estate dedicato a trasmissione e lettura delle immagini, con focus su incontri, pedagogia dell’immagine e approfondimenti.
Premi e riconoscimenti
Prix Découverte Louis Roederer – 7 artisti emergenti in mostra, due premi assegnati (uno della giuria, uno del pubblico).
Premi legati ai libri fotografici, alla curatela e ad altre sezioni del festival, come negli anni precedenti.
Attività professionali e formativeLectures de portfolio, workshop fotografici, incontri con editori, curatori, galleristi, conferenze e tavole rotonde.
Biglietti e accesso
Forfait tutte le esposizioni (6 luglio – 4 ottobre): circa 42 € intero, 33 € ridotto, una sola entrata per ciascun luogo su tutta la durata.
Forfait giornata: circa 35 € intero, 29 € ridotto, valido per un solo giorno (una entrata per luogo).
Biglietteria online: sul sito ufficiale rencontres-arles.com.
Dove trovare il programma “per intero”
L’elenco completo di tutte le mostre, con sedi, orari e calendario dettagliato degli eventi giorno per giorno, viene aggiornato e pubblicato direttamente dalle Rencontres e può cambiare nel corso dei mesi:
Sito ufficiale: https://www.rencontres-arles.com – sezione “Programme / Program 2026”.
Office de Tourisme d’Arles / scheda evento (riassunto ufficiale con contatti, date, “Settembre des Rencontres”, Nuit de l’Année, ospiti speciali come Park Chan-wook e Charlotte Gainsbourg)


































